Come funziona il Reiki

L’energia spiegata dalla fisica

Ma come funziona effettivamente il Reiki? Che cos’è l’energia universale? E cosa succede durante un trattamento?
Ok, partiamo dal principio…

L’energia universale

Un tempo si credeva che la materia fosse una realtà ben definita, composta da atomi e particelle e compatta. Ma poi il fisico Albert Einstein con la Teoria della relatività per cui:

E = mc2

Energia(E) = massa(m) • costante(c) al quadrato (c equivale alla velocità della luce)

ha dimostrato che, in realtà, materia ed energia sono calcolabili e che la materia si trasforma in energia e viceversa. Materia ed energia sono quindi due facce della stessa realtà.
L’aspetto solido della materia deriva dalla composizione stessa delle particelle in cui gli elettroni, girando ad altissima velocità attorno al nucleo, conferiscono all’atomo una forma sferica e rigida poichè difficile da comprimere.

Essendo poi il campo quantistico (quantum = unità fondamentale dell’energia) un mezzo continuo presente ovunque nello spazio, visto come l’entità fisica fondamentale, e le particelle condensazioni locali del campo, concentrazioni di energia che si dissolvono nel campo stesso, si può affermare che l’Universo è quindi un insieme di particelle, una rete di energia, un unico campo di energia che si manifesta in vario modo e in cui le particelle stesse si dissolvono (e questa visione è molto simile alla concezione orientale del mondo).

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L’energia individuale e l’Operatore Reiki

Ogni corpo emette di per se onde elettromagnetiche (con lunghezza d’onda calcolabile grazie agli strumenti moderni), e anche per gli esseri umani vale la stessa legge (emettono onde nello spettro degli infrarossi). Sono le cosidette frequenze biocompatibili.
L’Operatore Reiki funge quindi da “trasformatore d’energia”: capta le onde elettromagnetiche nell’aria (a frequenza alta) che, attraversando il corpo dell’operatore, dalla testa attraverso le braccia fino alle mani, fuoriescono ad una frequenza più bassa, compresa fra quelle biocompatibili.
Le onde cerebrali viaggiano dal cervello attraverso il corpo grazie al sistema perineurale (le guaine dei tessuti connettivi che avvolgono i nervi).
L’operatore, con la trasmissione per induzione delle onde elettromagnetiche, va a stimolare per biorisonanza le cellule cerebrali del ricevente nelle stesse frequenze, la cui attività elettromagnetica viene quindi riattivata (la biorisonanza è un metodo che sfrutta le energie, le oscillazioni (frequenze) proprie della persona). La rigenerazione cellulare è poi quantificabile con macchinari e sensori di ultima generazione.
Alla fine degli anni ’80 lo studioso Zimmerman ha dimostrato che le onde cerebrali dell’operatore e del ricevente si sincronizzano nello stesso stato alpha (tipico dello stato rem, del rilassamento profondo, dell’analgesia e meditazione) e pulsano all’unisono con il campo magnetico terreste (risonanza Schumann) e che durante i trattamenti il campo biomagnetico dell’operatore è fino a 1000 volte più esteso. Le pulsazioni vibrano alle stesse frequenze delle onde cerebrali, cioè tra 3 − 30 Hz, dove le capacità di autoguarigione del corpo sono fortemente stimolate. Va detto che i diversi tessuti rispondono positivamente a specifiche frequenze: ad esempio 2 Hz per la rigenerazione dei nervi, 7 Hz per la crescita ossea, 10 Hz per la guarigione dei legamenti, 15 Hz per la formazione dei capillari.
Su questo principio si basano anche i macchinari per la fisioterapia e quelli che producono onde elettromagnetiche biocompatibili (una di queste è presente all’ospedale Molinette di Torino). Ma mentre queste ultime sono più difficili da usare perchè vanno ogni volta regolate su lunghezze d’onda diverse, il reiki si afferma ancora una volta nella sua semplicità di utilizzo.