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Capanna del sudore per la Sorellanza

19 marzo ore 8:00 - 20:00

INFORMAZIONI E PROGRAMMA

ORE 8.00: Arrivo al villaggio
(è possibile dormire in yurta al costo di € 15,00)
ORE 8.30: Inizio attività
ORE 14.00: Presunto ingresso in capanna
ORE 17.30: Presunto termine attività
Al termine: Cibo in condivisione (ognuno porta qualcosa)

Ogni partecipante dovrà crearsi un corredo:

OCCORRENTE

– 1 busta di plastica dove mettere i vestiti perché non si inumidiscano;
– 1 o più coperte di lana spesa e possibilmente scura, da coprire l Inipi (e che verrà riportata a casa);
– 1 busta di tabacco per le preghiere e per offerta alle pietre, alla terra che ci ospita e scaviamo, all’albero cui abbiamo tolto la legna e a quello a cui affidiamo il trasporto delle nostre preghiere, al fuoco, alle pietre e al conduttore della cerimonia;
– 1 telo da bagno o salvietta di cotone da portare dentro l’Inipi per sedersi sopra;
– 1 costume da bagno di cotone o slip;
– 1 accappatoio o telo da bagno grande per l’uscita dall’Inipi e ciabatte;
– L’occorrente per docciarsi a fine cerimonia (solo d’estate);
– Almeno due bottiglie d’acqua non frizzante;
– I propri oggetti di potere (pipa consacrata, pietre, cristalli, sacchetti di medicina, foto, ecc .);
– Strumenti nativi come tamburi e sonagli;
– Torcia;
– Sacco a pelo e materassino per dormire nella yurta (il giorno prima o dopo-facoltativo);
– Cibo da condividere al termine dell esperienza.

ALCUNE REGOLE

– I partecipanti dovranno vestirsi per l’occasione con tessuti di fibre naturali e cercare di adottare, da alcuni giorni prima, un alimentazione il più possibile leggera e bilanciata: è consigliato, ma non obbligatorio, evitare per 3/7 giorni: proteine animali, zucchero, alcool, sesso (lo so che non è un alimento!)
– Prima di entrare nell’Inipi ai partecipanti verrà spiegato il suo profondo significato e come orientarsi durante la cerimonia
– I partecipanti devono chiedere il permesso a chi pone l’acqua (il Conduttore) per portare qualsiasi cosa dentro o vicino l’Inipi o per mettere qualsiasi cosa sull’altare
– I partecipanti, anche se a conoscenza di altre discipline, non possono abbinare nulla alla cerimonia dell’Inipi che rimane una cerimonia a sé
– Le donne nel tempo della Luna (durante le mestruazioni), secondo la tradizione dei Piedi Neri, possono entrare nell’Inipi a patto che usino un vestito o un pareo di colore rosso e che non tocchino nulla al suo interno
– Nell’Inipi si entra a digiuno o al massimo, dopo aver fatto una leggera colazione diverse ore prima (meglio solo frutta)
– All’interno dell Inipi viene fatto tutto in senso orario

INIPI: Il Rito Della Purificazione

Il rito della Capanna del Sudore utilizza tutte le Potenze dell Universo: la terra e le cose che crescono dalla terra, l acqua, il fuoco e l aria. L’acqua rappresenta gli Esseri del Tuono: noi li temiamo quando essi arrivano, ma sono salutari; così il vapore che emana dalle pietre che racchiudono il fuoco è terrificante ma purifica e mette in condizione di vivere secondo la volontà di
Wakan-Tanka (il Grande Spirito). Se diventiamo molto puri può anche darsi che Egli ci mandi una visione.
– Tratto da Alce Nero, La sacra pipa, Rusconi Libri, Milano 1993 –

La Capanna del Sudore è una cerimonia sacra, comune a tutti i popoli nativi della fascia boreale del Pianeta.
La purificazione non avviene attraverso la sudorazione – che è solo una manifestazione esteriore – ma attraverso la preghiera, il canto e il giusto intento del cuore che invocano l’aiuto e la presenza degli Esseri Spirituali. Sono loro, i Tunkasilas, ad agire insieme ai quattro elementi della vita, l’Aria, l’Acqua, il Fuoco, la Terra in un’ interazione alchemica che riequilibra l’energia del corpo fisico e del corpo spirituale.

I Sioux Lakota chiamano questo antico rituale Inipi e hanno il merito di aver mantenuto viva questa sacra tradizione e di averla diffusa ad altre etnie pellerossa quando questa, come altre tradizioni, versava in un momento di oblìo.
La capanna della purificazione Sioux veniva costruita disponendo dodici o sedici giovani salici a forma di cupola, coperti poi da pelle di bisonte o da tela. C’è una giustificazione all’uso dei rami di salice, dice Alce Nero: anch’essi hanno da insegnarci qualcosa, perchè in autunno le loro foglie muoiono e tornano alla terra ma in primavera tornano a vivere. Così muoiono gli uomini ma rivivono nella realtà del mondo di Wakan-Tanka in cui esistono solo gli spiriti di tutte le cose; e questa vera vita noi possiamo conoscerla qui sulla terra se purifichiamo il corpo e la mente in modo da diventare simili a Wakan-Tanka che è la Purezza.

In mezzo alla capanna veniva scavata una buca nel terreno, detta “culla di roccia”, nella quale venivano deposte le pietre incandescenti. La capanna aveva solamente un’apertura, di solito verso est. Dall’entrata iniziava un piccolo sentiero sacro fatto con la terra rimossa dalla culla di roccia; alla fine del sentiero si trovava un piccolo tumulo detto unci, al di là del quale viene acceso un fuoco: su questo un uomo, detto “custode del fuoco” metteva a riscaldare le pietre. Dopo che i partecipanti si erano seduti in cerchio sulla salvia argentata all’interno della capanna, il custode del fuoco portava all’interno sette o multipli di sette pietre incandescenti. Il sette era un numero ricorrente in quanto sette erano le direzioni: i quattro punti cardinali, il Cielo, la Terra, e la settima direzione, quella dello spirito. Il conduttore della cerimonia procedeva allora a versare dell’acqua sulle pietre roventi, in modo che il vapore riempisse la capanna. A questo punto i partecipanti invocavano gli spiriti intonando canti (attraverso il vapore si comunica con gli Spiriti Superiori).

La tenda veniva sollevata soltanto quattro volte per versare nuova acqua; veniva introdotta anche la sacra pipa (Chanunpa).
Fondamentalmente, ognuno dei quattro momenti in cui si apre la porta (chiamati “round”) è dedicato a ciascuna delle direzioni cardinali. Ogni direzione ha le sue qualità e proprietà, alle quali si ispira ognuno dei round. Ogni volta che la porta si apre, si fanno eventualmente entrare nuove pietre roventi sulle quali poi versare l’acqua, una volta che la porta si è richiusa ed un nuovo round è iniziato.

Quando entri nell’Inipi, dicono i Lakota, è come se tu ritornassi nel ventre della madre – di Madre Terra. Qui, in un buio dove lo spazio e il tempo non hanno più confini e materialità, puoi scoprire come tutto ciò che esiste è strettamente correlato da un legame di parentela e fratellanza e che materia e spirito non sono altro che due aspetti di un’unica realtà che è la Vita. O, se riesci a far tacere il tuo cuore, puoi sentire il canto delle pietre, i Tunka, cioè i nostri Nonni, e le mille lezioni di saggezza impresse nella loro anima da tempo immemorabile. E, se lasci che tutto questo avvenga, puoi uscirne rinato come un bambino che apre gli occhi al mondo per la prima volta (In lingua Lakota Inipi significa rinascere ancora. Infatti,nel vapore purificatore del rito, l individuo rinasce ad una nuova consapevolezza).
Dice Alce Nero: La capanna è un immagine dell Universo.

CONTATTI
Giorgia: 3291144045
Catia: 3335250027 – email: ilrichiamo4@gmail.com
Sito “Associazione Il Richiamo”: www.associazioneilrichiamo.com

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ISCRIZIONE E COSTI

Il contributo volontario è di € 60,00 al quale va aggiunta la quota sociale (per chi non avesse ancora la tessera socio 2017) di € 20,00

IL TERMINE ULTIMO PER LE ISCRIZIONI, COMPRESO IL PAGAMENTO DELL’ACCONTO DEL 30%, E’ VENERDI’ 3 MARZO

Il seminario è rivolto ai soli associati e a chi intende associarsi.

Dettagli

Data:
19 marzo
Ora:
8:00 - 20:00
Categoria Evento:
Tag Evento:
,

Luogo

Yurt Paradise
Montefreddo di Tredozio, Italia + Google Maps

Organizzatore

Associazione Il Richiamo
Email:
info@associazioneilrichiamo.com
Sito web:
www.associazioneilrichiamo.com