Aromaterapia

I profumi e gli odori fanno parte della nostra vita fin dalla nascita, e forse anche da prima … Ho sempre sentito parlare di mal d’Africa e il giorno in cui ho attraversato il Nilo ho compreso che cosa era: per me erano gli odori e i profumi. Un ricordo ancestrale che mi legava a quei profumi, a quegli odori e forse … anche a quei luoghi.
A chi non è capitato di rifiutare un profumo perché troppo dolce o troppo aspro? Spesso ci limitiamo ad un giudizio di natura olfattiva, senza scendere in profondità per comprendere le ragioni vere e, spesso, arcane del nostro rifiuto. A volte amiamo o non sopportiamo un dato profumo od odore perché la nostra memoria ha associato a quel profumo un dato evento del nostro passato, oppure perché percepiamo che abbiamo bisogno a livello energetico dell’essenza, dell’anima di quel fiore o pianta; ma succede anche che respingiamo ciò di cui abbiamo bisogno per guarire la nostra anima.

Ho scelto di trattare questo argomento dopo lunghe riflessioni, e comunque dopo tanta resistenza. Deduco quindi che questo è l’argomento che fa per me e con cui io devo lavorare per riportare equilibrio in qualche parte del mio corpo fisico e/o del mio corpo energetico. Per settimane intere ho ipotizzato e vagliato argomenti diversi, poi a fine giugno durante un seminario sull’appennino tosco-emiliano, in un luogo immerso nella natura, ho ceduto ai profumi e alla natura. Ho deciso quindi di percorrere questo breve viaggio immersa nella magia degli aromi, partendo dall’essenza della pianta cioè dal suo cuore, dalla sua anima, che danno nascita a quella piccola goccia di luce che racchiude in sé tutta la forza, la potenza, la luce, l’energia della vita.

– Manuela –

AROMATERAPIA: L’ESSENZA DELLA NATURA IN UNA GOCCIA

1. Cosa sono gli oli essenziali

Gli oli essenziali, detti anche essenze, sono sostanze aromatiche di natura volatile presenti nelle piante in forma molto concentrata. Sono minuscole goccioline contenute nelle foglie, nei fiori, nella buccia dei frutti, nella corteccia, nei rami, nelle resine che vengono estratte mediante spremitura a freddo, o macerazione a caldo, o enfleurage, o distillazione in corrente di vapore, secondo la parte della pianta da cui estrarre l’Olio Essenziale.

L’O.E. (Olio Essenziale) è l’essenza, cioè la personalità, la forza vitale della pianta; è una “goccia di luce”, è l’espressione dell’intelligenza di quella pianta o di quel fiore. In aromaterapia si studiano le proprietà degli O.E. naturali per le loro tante virtù benefiche che li rendono adatti al mantenimento della salute psicofisica, all’uso cosmetico, alla profumazione personale e degli ambienti, all’uso alimentare, alla prevenzione di disturbi e ad utilizzi di pronto intervento.

Charles Piesse, aromaterapeuta francese, li classificò in base alla loro fragranza e paragonò odori e profumi alla scala musicale, giungendo alla suddivisione in tre gruppi: Note Alte, Note Medie e Note di Basse. Queste tre note, conosciute anche come note di testa-cuore-base, descrivono il grado di volatilità degli O. E.

Appartengono alle Note di Testa gli oli caratterizzati da vibrazioni molto veloci, sono profumazioni molto fresche e dinamiche che agiscono sul piano spirituale o eterico (menta, limone, arancio …). Fanno parte delle Note di Cuore quegli O.E. che lavorano sul piano dinamico, che hanno una vibrazione ampia; sono profumi sensuali ed avvolgenti con volatilità media (lavanda, gelsomino …). Le note di Base raggruppano invece quegli O.E. che agiscono sul piano corporeo, hanno una vibrazione profonda, un profumo persistente e intenso, poco volatile (patchouli, incenso, sandalo …).

Analizzando le tre note con una visione olistica, queste acquisiscono una valenza superiore agli oli di partenza e abbracciano un sistema molto più complesso di relazioni. Le tre note nascono dai quattro elementi fondamentali dell’universo: aria, fuoco, acqua e terra. Dalla condensazione dei quattro elementi e dalla loro ascesa ad un livello superiore, nascono le tre categorie (i 3 dosha dell’ayurveda, i 3 principi alchemici …) che nell’aromaterapia vengono definite note (Aria + Fuoco = Note Alte o di Testa, Fuoco + Acqua = Note Medie o di cuore, Acqua + Terra = Note Basse o di Base).
Le tre note possono essere utilizzate sia per catalogare gli O.E., che per descrivere la realtà e l’uomo. L’essere umano è formato da un mix unico dei tre principi, raramente uno è assente, e generalmente uno è dominante. Studiando attentamente il profilo di una persona si può determinare quali sono i gruppi di O.E. più adatti e come intervenire in una terapia.

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2. Cenni storici

L’uso di aromi e profumi affonda le sue radici nelle tradizioni mitiche delle prime civiltà: bruciare incenso e piante aromatiche è la forma più antica di aromaterapia e di atti rituali che l’uomo faceva per pregare ed evocare il favore degli dei e scacciare le presenze negative. Spesso venivano bruciate piante e arbusti in onore del Sole, della Luna e di Madre Terra per onorare un evento fausto come, per esempio, la nascita di un figlio. Bruciando le piante aromatiche, l’uomo si accorse che i fumi prodotti avevano poteri su di lui, aprivano il respiro, oppure producevano effetti rilassanti o stimolanti.

Nel periodo neolitico (7000-4000 a.C.) in Oriente l’uomo scoprì il modo di produrre oli grassi vegetali mediante la pressione delle piante di olivo, sesamo e lino. Presso i Sumeri (3000 a.C.) i medici erano anche sacerdoti e taumaturghi e prescrivevano comunemente frizioni e fumigazioni con l’impiego di essenze. Ma sicuramente i primi a intuire le importanti proprietà delle essenze aromatiche vegetali furono i sacerdoti egizi che si distinsero come i più famosi preparatori e consumatori di essenze. Basti pensare alla regina Cleopatra e al largo consumo che faceva di profumi e cosmetici per sedurre Cesare e Marco Antonio! I profumi erano considerati potenti afrodisiaci in grado di rendere possibile la nascita e anche la rinascita in un’altra vita.

Gli Egizi conoscevano così bene il sistema olfattivo che lo riprodussero architettonicamente nel tempio di Luxor: la stanza in cui si svolgeva la cerimonia dell’unzione del faraone corrispondeva ai sensori olfattivi della struttura anatomica del naso. Piante ed oli aromatici venivano usati anche per rendersi simili agli dei, per effettuare guarigioni spirituali, per espandere la coscienza, per favorire la meditazione, permettere uno stato di trance sciamanica, ascoltare i messaggi degli dei attraverso visioni oniriche (pratiche peraltro comuni anche ai Nativi Americani).

Gli Ebrei ricevettero dal Signore, tramite l’intercessione di Mosè, numerose istruzioni per formulare una miscela di oli aromatici da usare esclusivamente per cerimonie e riti sacri. Gesù stesso usava ungere con olio sacro i malati per portare loro guarigione e Maria lo unse con olio di Nardo prima dell’Ultima Cena. Anche Greci e Romani utilizzarono oli e profumi sia nella vita quotidiana che in occasione di eventi sacri e civili di grande importanza.

Nell’antichità oli e profumi erano riservati solo ai regnanti e ai nobili, sia per loro origine divina che per l’alto costo.
Fu un medico arabo, Avicenna, tra il XII e il XIII secolo a scoprire la distillazione e a dare quindi un forte impulso all’alchimia.

Nel Medio Evo i profumieri erano particolarmente ricercati per le potenti pozioni da “indossare” che preparavano: si trattava di oli essenziali ricchi di agenti antibatterici e antibiotici che immunizzavano il portatore da malattie come la peste ed il colera. Queste pratiche erano riservate alle classi più abbienti, mentre il popolo doveva accontentarsi delle fumigazioni prodotte da falò di piante aromatiche.

Purtroppo con l’avvento della rivoluzione industriale (Era Moderna) e l’avanzare della chimica, i farmaci di sintesi sostituirono quasi completamente i preparati di origine vegetale e minerale, interrompendo così una lunghissima tradizione popolare. Nel XX secolo René Maurice Gattefossè coniò per primo il termine aromaterapia e pubblicò “Aromathérapie” mettendo a disposizione della comunità scientifica le sue scoperte sull’azione degli O.E. di derivazione vegetale, non solo sugli esseri umani, ma anche sugli animali.

Madame Margherite Maury (allieva di Valnet, altra figura cardine dell’aromaterapia moderna) approfondì l’aspetto cosmetico e medico dell’azione delle essenze e fu la prima scienziata a sostenere la necessità di usare per ogni paziente una formulazione fatta su misura per riequilibrare gli aspetti fisici, mentali e spirituali della persona, in una visione olistica della vita.

3. Profumo e memorie olfattive

Siamo i soli animali capaci di comporre gli odori per creare un profumo, di apprezzarne le qualità estetiche e di descrivere a parole gli aromi di un vino o di una pietanza, ma come gli animali il cucciolo d’uomo riconosce la sua mamma dalle altre persone tramite il suo odore. Eppure, distratti da una mentalità visivo-acustica, abbiamo relegato l’olfatto tra i sensi ‘minori’.

Quando di un antico passato non sussiste niente, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose, soli, più fragili ma più intensi, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l’odore e il sapore restano ancora a lungo, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sulla rovina di tutto il resto, a reggere, senza piegarsi, sulla loro gocciolina quasi impalpabile, l’immenso edificio del ricordo.

– Marcel Proust –

L’odore è il più grande alleato dei ricordi: ci permette infatti di viaggiare nel tempo. Un odore o un profumo già sentiti hanno il potere di ri-materializzare anche i nostri ricordi più intimi e lontani, di riportarci ad una scena dell’infanzia, a un paesaggio o a un episodio della nostra vita passata, innescando, a seconda dei casi, la nostra nostalgia, la nostra malinconia, la nostra gioia o la nostra tristezza. La tenacia dei ricordi olfattivi e la carica emotiva che li accompagna ci spiegano come il profumo possa portarci in un solo istante fino al cuore delle cose, nell’intimità delle altre persone e nei recessi, spesso inconfessati, del nostro vissuto.

Questo fenomeno, comune e speciale al tempo stesso, è noto come ‘sindrome di Proust’. Gli odori sanno dunque attivare la memoria episodica: cioè quella forma di memoria a lungo termine che custodisce i ricordi autobiografici che sono alla base della nostra identità. Un ricordo olfattivo non è mai puramente solo olfattivo, perché un odore percepito viene memorizzato unitamente al contesto sensoriale ed emozionale in cui è stato vissuto. Evocarlo significa associarlo ad una sensazione e rivivere la situazione in cui siamo stati impressionati da quel determinato aroma. Oggi sappiamo che un ricordo associato a un profumo può, a sua volta, attivare le regioni del cervello sensibili agli odori.

4. Energie sottili e sistema energetico

Il termine “energie sottili” venne coniato da Albert Einstein per definire energie non misurabili, ma identificabili soprattutto grazie ai loro effetti positivi o negativi sull’uomo, sugli animali e sulle piante.

All’inizio del XX secolo, Einstein aprì nuove prospettive alla scienza occidentale dimostrando che la materia non è altro che energia. Tutta la materia è composta di atomi, il mondo non è altro che una massa di strutture vibranti con diversa intensità e frequenza. La cellula, come tutta la materia dell’universo, è composta di elementi vibranti, chiamati atomi, capaci di unirsi e di dividersi, dando così nascita a tutto ciò che esiste. Gli atomi sono composti da particelle subatomiche, alcune ben conosciute come i protoni, i neutroni e gli elettroni ed altre ancora poco studiate. Questo concetto è alla base di tutte le terapie e trattamenti vibrazionali sia antiche (medicina tradizionale cinese, agopuntura, ayurveda) che recenti (omeopatia, Fiori di Bach, cromoterapia, medicina bioenergetica).

Il fisico tedesco Fritz-Albert Popp, lavorando sugli studi del russo A.G. Gurwitsch, ha dimostrato che tutti gli organismi viventi irradiano un debole, ma permanente, flusso di fotoni nella gamma della luce visibile e dell’ultravioletta e questa emissione di biofotoni è correlata con molte funzioni fisiologiche. Queste radiazioni creano un’area di forze che bilanciano il nostro corpo, influenzano tutti i processi chimici ed interagiscono con tutte le sostanze che ingeriamo.

Oltre alla parte fisica o materiale, i corpi possiedono quindi anche un aspetto sottile o energetico. Ogni corpo fisico è formato da un sistema energetico composto da tre strutture: corpi sottili, centri energetici e canali energetici. Il corpo assorbe, produce ed emana una grande varietà di bioenergie, che possono anche essere misurate. Dette bioenergie sono organizzate dal corpo di energia sottile che esiste sia a livello intracellulare che intercellulare. Il corpo di energia sottile ha un suo equilibrio e una sua capacità di ritrovarlo nel caso in cui venisse alterato. Costituisce l’interfaccia tra l’organismo e l’ambiente energetico esterno. L’impatto di fattori esterni ed interni può alterare l’equilibrio del corpo di energia sottile; solitamente si tratta di alterazioni momentanee che vengono rapidamente eliminate attraverso un processo di omeostasi energetica. Quando l’equilibrio non riesce a ristabilirsi, il corpo fisico può subire anche seri danni. Prima ancora che nel corpo fisico, la malattia si manifesta sul corpo di energia sottile sotto forma di alterazione e di blocco di energie impure. Stimolando il riequilibrio del corpo di energia sottile ed eliminando l’energia impura è possibile riportare il corpo fisico alle condizioni di salute.

Le energie sottili sono prodotte dalle energie dense (elettricità, calore, magnetismo, luce ecc.) e dagli appartenenti ai tre regni naturali (animali, e ovviamente anche l’uomo, vegetali e minerali) e si manifesta in due diverse modalità: attiva e passiva. L’energia “attiva” ha un effetto vivificante, acceleratore e stimolatore, mentre la “passiva” produce effetti sedativi, rallentatori e inibenti. Esistono due valenze energetiche: energie pure e energie impure. Quelle pure portano ad effetti positivi sulla salute, incrementano la resistenza organica, eliminano lo stress facilitano i processi di autoguarigione e i processi mentali. Vengono prodotte dal pianeta, dal cosmo e da alcuni organismi sani (basti pensare agli alberi e al loro ruolo vivificante). Le energie impure intaccano la salute, aprono la porta alle infezioni e alle malattie, inducono a stati di stress. Vengono prodotte dal cosmo, dal pianeta, da tutte le apparecchiature elettroniche e da alcuni organismi malati.

I corpi sottili rappresentano la parte sottile o energetica; secondo le tradizioni esoteriche sono quattro e svolgono diverse funzioni.

Eterico

Ha la stessa forma del corpo fisico e lo compenetra nella stessa maniera in cui l’aria compenetra una spugna. Per ogni corpo fisico esiste un duplicato eterico. E’ una matrice di energia che organizza e mantiene il corpo fisico, regola la memoria ed è il tramite dei ricordi. Le anomalie del corpo eterico vengono riflesse nel corpo fisico come malattie, mentre i traumi e i danni subiti dal corpo fisico si ripercuotono sul corpo eterico. Esso viene influenzato dall’attività mentale ed emozionale e influenza in modo determinante il sistema nervoso e il sistema endocrino. Riceve energie vitali dall’esterno e le distribuisce attraverso i canali energetici, eliminando poi gli eventuali eccessi. Funge da collegamento tra i corpi energetici superiori ed il corpo fisico.

Astrale

Compenetra il corpo fisico e quello eterico e li avvolge creando una forma ovoidale chiamata “aura”. Forma, dimensioni e colori dell’aura variano con i nostri stati emozionali; qui risiedono i tratti distintivi del carattere, qui è la sede della natura emozionale dell’individuo: amore, fiducia, considerazione di sé, odio, gioia, dolore, compassione, rancore, gelosia, umorismo, timore, paura, coraggio, invidia … Qui nascono i conflitti tra gli istinti più bassi dell’uomo e quelli più nobili. Il corpo astrale condiziona pesantemente la visione e la percezione della realtà. Gli stati emotivi sono diffusi tramite vibrazioni nel piano astrale creando un’atmosfera particolare intorno alla persona, percepibile dagli altri sotto forma di sensazioni. Quello che comunemente viene definito istinto non è altro che la capacità di percepire le vibrazioni sottili a livello astrale.

Mentale

E’ la sede in cui vengono smistate tutte le informazioni ricevute dai sensi, dalla memoria, dalle emozioni e dalle intuizioni. È qui che risiede la capacità di pensare logicamente, pianificare ed agire in funzione di qualche scopo preciso. Gli schemi mentali e le idee-pensiero sono strutture tipiche di questo livello: capacità di analisi, flessibilità, tolleranza, comparazione, duttilità, valutazione e catalogazione. Un corpo mentale armonico non prevede strutture troppo rigide ed il pensiero è proiettato verso l’esterno, è aperto, improntato su valori di pace, condivisione e benessere comune. Traumi, condizionamenti e conflitti possono portare ad alterazioni e ad un ripiegamento verso l’interno; il pensiero diviene allora ripetitivo, ossessivo e prevenuto; nascono forme di pensiero volte all’imposizione, al comando e al fanatismo.

Spirituale

E’ costituito dall’essenza spirituale, è la forma energetica più alta ed intensa. È la parte divina ed immortale dell’individuo. Solo attraverso questo piano l’uomo può riconoscere la sua vera natura e lo scopo della sua esistenza.

Il corpo fisico è disseminato di centri energetici divisi in tre categorie: periferici, secondari e primari. I centri energetici svolgono la funzione di organi sensori per la ricezione, la trasformazione e la trasmissione di energie sottili.

I centri periferici sono distribuiti uniformemente in tutto l’organismo. I centri secondari sono circa 40 e svolgono una funzione di collegamento tra i primari e i periferici; sono situati nel tronco, sui palmi delle mani e sotto la pianta dei piedi. I centri primari sono 7 ed hanno un’importanza fondamentale per lo svolgimento di tutte le funzioni organiche ed energetiche. Sono chiamati comunemente Chakra (termine che deriva dal Sanscrito e che significa ruota) e sono dei campi ordinatori di energia sottile che hanno il compito di smistare le energie e di rifornire tutti gli organi e i sistemi energetici dell’organismo con energie pure e vitali. Contemporaneamente eliminano le energie impure, difendendo così l’organismo e prevenendo pericolosi accumuli e ristagni. Il perfetto funzionamento dei chakra consente uno scambio energetico ottimale e un perfetto stato di salute. Un loro blocco determina alterazioni più o meno gravi della salute fisica e psichica.

La struttura dei Chakra è simile ad un imbuto, essi sono raffigurati come dei fiori contornati da petali (dai quattro del primo chakra ai quasi mille di quello della corona) e a ciascuno sono associati un colore, una vibrazione e una serie di corrispondenze.

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1° Chakra o Chakra base

Presiede la volontà di vivere, corrisponde al plesso sacrale. È il punto di ingresso dell’energia creatrice (la kundalini) che dovrebbe risalire agli altri chakra. Posizionato alla base della spina dorsale nel perineo, la zona tra ano e gli organi sessuali, corrisponde alle ghiandole surrenali. Controlla la funzione riproduttiva ed escretoria. La sua funzione principale è legata alla sopravvivenza, ai bisogni primari, al corpo materiale e alla sessualità. Un funzionamento eccessivo di questo chakra determina pensieri e azioni orientati alla soddisfazione ossessiva dei bisogni materiali e della sicurezza personale. In caso di ostacoli l’individuo reagirà con aggressività, collera, violenza; modalità che esprimono un atteggiamento difensivo legato alla mancanza di fiducia nelle forze vitali ancestrali, con la paura di perdere ciò che dà sicurezza e senso di benessere. Una insufficiente funzionalità di questo chakra induce debolezza e scarsa resistenza fisica ed emozionale. Molte situazioni verranno vissute con eccessiva preoccupazione, anche se estremamente banali, l’insicurezza esistenziale sarà il problema principale, ci si sentirà come se si fosse perso ogni punto di appoggio, ogni fatto della vita diventerà insormontabile, generando spesso fughe dalla realtà. Il colore del chakra base è il rosso, l’elemento è la terra e gli O.E. associati sono vetiver, zenzero, angelica, ylang-ylang, betulla, plai, incenso, pepe nero, cannella.

2° Chakra o sacro

Presiede l’attività sessuale, corrisponde alla creatività. Si trova al centro dell’addome e corrisponde alla gonadi (ovaie o testicoli). Sovrintende il bisogno di socializzare e di espandere la nostra personalità e creatività, oltre ad aumentare il desiderio di procreare. Un suo disequilibrio può causare impotenza, frigidità, problemi ai genitali, alla vescica, renali, al basso ventre, alla circolazione sanguigna o rigidità alla regione sacrale e coccigea. Da un punto di vista psicologico un suo scompenso comporta mancanza di autostima, fobie, panico, ansietà senza motivo. Altre ripercussioni possono essere la ricerca ossessiva del piacere oppure una totale chiusura nei confronti della sensualità della vita, determinando una chiusura al piacere fisico. Il colore del secondo chakra è l’arancione, l’elemento è l’acqua e gli O.E. associati sono gelsomino, patchoulli, ylang-ylang, bergamotto, vaniglia, sandalo, noce moscata, muschio e arancio.

3° Chakra o plesso solare

Presiede le emozioni, corrisponde al potere e al controllo. Si trova nel plesso solare, sotto allo sterno ed è collegato al pancreas. Attraverso questo punto si gestisce l’emotività, il desiderio di autoaffermazione; è legato al potere, alla forza di volontà alla capacità decisionale. La sua energia facilita la digestione, l’assimilazione delle esperienze, rivela gli obiettivi e permette l’uso positivo dell’energia personale infondendo capacità decisionale e sicurezza.
E’ associato al fegato, pancreas, stomaco, milza, parte alta dell’intestino e a tutte le funzioni metaboliche e vegetative. La sua funzione più importante è relativa all’affermazione personale e all’esercizio del potere individuale rispetto al sociale e in generale all’ambiente in cui viviamo. Qui si generano le forze emotive dirette verso l’esterno, i sentimenti di amicizia, rancore, simpatia, antipatia, stima, apprezzamento diffidenza. Il funzionamento disarmonico di questo punto genera desiderio sfrenato di potere, di manipolazione e di comando per poter stravolgere la realtà a proprio favore. Di solito si evidenzia un atteggiamento iperattivo che nasconde il senso di inadeguatezza e di vuoto causato dalla impossibilità di gestire le situazioni come si vorrebbe. La soddisfazione del benessere materiale a qualsiasi costo avrà il sopravvento a discapito del raggiungimento della serenità interiore. Si svilupperà così la tendenza a perdere il controllo delle proprie emozioni, ad alzare uno scudo per celare la propria interiorità alla negazione dei propri desideri e sentimenti pur di essere accettati e benvoluti. Le ripercussioni a livello fisico potranno essere ulcera, diabete, gastrite, ipoglicemia, problemi al sistema digestivo e muscolare, patologie metaboliche e afferenti la nutrizione.
Il colore del terzo chakra è il giallo, l’elemento è il fuoco e gli O.E. associati sono limone, basilico, zenzero, ginepro, bergamotto, pompelmo e finocchio.

4° Chakra o cardiaco

Presiede l’amore e le relazioni affettive. Si trova al centro del petto, allo stesso livello del cuore fisico ed è collegato al timo. È il chakra dell’amore che fa da ponte tra il piano inferiore, legato alla terra e alla realizzazione della materia, e quello superiore, proiettato verso il cielo e verso la realizzazione spirituale. Esprime l’amore, la consapevolezza dell’anima-cuore-mente e contiene tutti i traumi affettivi ed emozionali repressi. È associato al cuore, ai polmoni, al timo, agli arti superiori, alla circolazione e al sistema linfatico. Un suo squilibrio causa asma, ipertensione arteriosa, patologie cardiache, polmonari e linfatiche. Si tenderà ad amare gli altri in funzione del riconoscimento e della gratitudine che questi ci daranno in cambio. Questo chakra è il centro dell’intero sistema energetico; è tramite la sua attività armonica che le persone sono in grado di entrare in empatia con tutto il creato e di coglierne la bellezza e l’armonia. Esso consente lo sviluppo e l’utilizzo della capacità di trasformazione e guarigione di sé e degli altri. È l’espressione dell’amore puro. Il colore del quarto chakra è il verde, l’elemento è l’aria e gli O.E. associati sono lavanda vera, rosa, incenso, legno di cedro, legno di sandalo, rododendro, ravensara e bergamotto.

5° Chakra o gola

Presiede la creatività e la capacità di esprimere ciò che si è in tutte le forme creative. Sovrintende la comunicazione, la capacità di ascolto e di parola, la sincerità. Si trova alla base della gola e controlla il metabolismo, la gola, il collo, le spalle, le braccia e le mani. È collegato alla tiroide. Svolge la sua attività sulle corde vocali, nel metabolismo, nei bronchi, nei polmoni e nella formazione dello scheletro. Un suo disequilibrio può determinare raffreddori, mal di gola, collo rigido, problemi di tiroide o di udito, dolori a collo, spalle, braccia mani, introversione, depressione. Il timbro e il tono della voce sono manifestazioni delle energie del quinto chakra: tanto più la voce è armonica, piena, rotonda, tanto più questo centro sarà in equilibrio. Le patologie di tipo psichico sono tutte riferite alla capacità di comunicare, non solo verso l’esterno, ma anche verso la propria interiorità. E’ qui che si realizza la comunicazione tra mente e corpo, per cui le malattie psicosomatiche sono in varia misura collegate con la funzionalità di questo centro energetico. Il colore del quinto chakra è l’azzurro, l’elemento è l’aria (etere, suono) e gli O.E. associati sono achillea, cipresso, menta piperita, mirra, limone, camomilla blu, issopo, elemi, rododendro e lavanda vera.

6° Chakra o frontale

Presiede la visione interiore o extrasensoriale. Esercita il controllo della coscienza, lo sviluppo della capacità di concentrazione, è il punto di collegamento tra i sensi psichici e quelli spirituali. Si trova al centro della fronte, tra le due sopracciglia ed è collegato all’ipofisi. Svolge un’attività di controllo del sistema ormonale ed è in corrispondenza del cervelletto. È definito anche “terzo occhio”, organo non fisico che è in grado di percepire la realtà più profonda dell’esistenza, sconfinando dal corpo-mente nella dimensione dello spirito. E’ associato alla regolazione di tutti i cicli dei vari piani della persone (fisici, mentali, emozionali, spirituali). Un suo disequilibrio può portare a problemi della vista, cefalea e disturbi neurologici. Il colore del sesto chakra è l’indaco, l’elemento è la luce e gli O.E. associati sono incenso, camomilla blu, legno di sandalo, salvia sclarea, legno di cedro, cipresso, noce moscata, verbena e melissa.

7° Chakra o corona

Presiede il contatto con la Conoscenza Divina; si trova sulla sommità della testa. E’ il punto di ingresso delle energie divine ed è conosciuto anche come il loto dai mille petali. Governa la corteccia cerebrale e la presa di coscienza. E’ connesso con la ghiandola pineale e in generale al sistema limbico. Le sue funzioni principali sono relative alla conoscenza superiore, alla medianità, al contatto con il Divino. Un suo disequilibrio può portare a situazioni di estraneità e di follia mistica, con scarso interesse a capire tutto ciò che ci circonda. Il colore del settimo chakra è il violetto, l’elemento è il pensiero e gli O.E. associati sono lavanda vera, incenso, mirra, betulla, ledum e legno di sandalo.

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I canali energetici hanno il compito di convogliare le energie sottili. I principali sono tre: il canale di sinistra (Ida Nadi) che corrisponde al passato, alle emozioni, ai desideri e agli affetti; il canale di destra (Pingala Nadi) che corrisponde alle azioni, al fare, all’attività fisica e mentale; il canale centrale (Sushumna Nadi) è il canale dell’ascesa, è il potere che sostiene l’evoluzione e che guida verso la consapevolezza più elevata.
In generale servono sia a collegare tra di loro i chakra che a trasportare le energie sottili in tutto l’organismo; devono, quindi, essere aperti e funzionali, un loro blocco causa l’impossibilità di trasferire adeguati livelli di energia e di conseguenza una carenza o un vuoto in alcuni distretti o organi, che saranno perciò soggetti a malesseri e malattie.

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5. Utilizzo degli oli essenziali per il riequilibrio dei chakra e la meditazione

Abbiamo visto che gli O.E. sono l’essenza, il cuore della pianta e che rappresentano la sua parte “sottile” ed agiscono sui livelli energetici. L’aromaterapia sottile non è altro che un metodo di trattamento “vibrazionale” in quanto utilizza le vibrazioni degli aromi per produrre benefici effetti sul corpo, sulla psiche e sullo spirito. Gli O.E. emettono vibrazioni bioelettriche che vengono misurate in hertz e spaziano da 52 a 320 Mhz. In un corpo sano e vitale la frequenza oscilla tra i 62 e i 78 Mhz, mentre la malattia è comunemente associata ad una frequenza inferiore ai 58 Mhz.

Utilizzando i giusti O.E. è possibile quindi aumentare la frequenza organica. Ma come?

Le tecniche sono diverse; quelle che io ho sperimentato su di me e su altre persone sono la meditazione e il riequilibrio dei chakra. Partiamo da quest’ultima. La tecnica è molto semplice: si entra nel campo energetico del ricevente e si porta vicino al suo naso un batuffolino di cotone con qualche goccia di O.E. e poi lo si posa sul chakra, e così via per ciascuno dei 7 punti, utilizzando di volta in volta una diversa essenza, con la giusta frequenza vibrazionale per quello specifico chakra. Ma la magia di questo trattamento, come d’altra parte in tutti i trattamenti in cui si utilizzano le energie sottili, è l’empatia che si crea tra operatore, ricevente ed essenza aromatica. Si crea un mix di energie e vibrazioni che spesso non ha più nulla a che vedere con la semplice caratterista organolettica delle essenze utilizzate.

Addirittura può capitare che il ricevente senta profumi diversi da quelli dell’O.E. che stiamo utilizzando, perché probabilmente lui ha bisogno della vibrazione di quella pianta per riportare equilibrio dentro di sé. Mi è accaduto con mia madre; ad un certo punto del trattamento, mentre portavo sul suo 5° chakra un batuffolino di cotone con qualche goccia di Tea Tree, lei mi ha chiesto se stessi utilizzando dell’olio di canfora, in quanto stava sentendo quel profumo. Successivamente mi sono documentata: per le sue proprietà antinfiammatorie e balsamiche l’O.E. di canfora trova impiego in caso di dolori reumatici, strappi muscolari e le malattie dell’apparato respiratorio. Guarda caso, in quel periodo lei soffriva di una forte bronchite! Inconsapevolmente, mia madre ha chiamato a sé l’energia, la forza vitale di quella pianta, per sanare il suo disequilibrio.

Durante il trattamento, prima di posare il batuffolo di cotone sul chakra, lo si fa odorare al ricevente e quelle poche gocce di O.E. arrivano immediatamente al sistema limbico portando così una quantità enorme di informazioni che afferiscono sia alla pianta sia alla nostra memoria, ai ricordi più lontani. Normalmente io abbino a questo trattamento anche l’energia del Reiki (di cui sono operatrice da qualche anno) per comprendere ed ascoltare al mio meglio il ricevente. L’ascolto con il cuore è alla base di qualsiasi relazione ed è, a mio avviso indispensabile, per uno scambio armonioso.

Durante le sedute di meditazione, nell’associazione di cui faccio parte, utilizziamo miscele di O.E. prima di iniziare a meditare. L’essenza, l’energia della pianta ci aiuta a ripulirci dalle pesantezze, dai pensieri, dalle parole di cui ci siamo caricati durante la giornata e ci porta una nuova energia vivificatrice, che favorisce la meditazione. La memoria di un odore, per lo più legato ad un bel ricordo, aiuta a “staccare” dai problemi e dai pensieri della nostra quotidianità e l’O.E. diventa quindi uno strumento per raggiungere quelle vibrazioni così salutari per il nostro organismo.

6. Preparazione di miscele di oli essenziali

Ricordo ancora l’estate del 2011, quando mio padre ebbe un grosso problema al ginocchio destro. Il medico lo imbottì di cortisone per un’intera settimana, senza ottenere però nessun risultato degno di nota. Fu allora che io iniziai a trattarlo quotidianamente con il Reiki e chiesi alla mia insegnante se lui poteva applicare un olio o utilizzare qualche crema a base di sostanze naturali; lei mi consigliò l’O.E. di rosmarino. Durante il trattamento successivo utilizzai qualche goccia di rosmarino sul ginocchio dolorante mentre lo energizzavo con il Reiki. Dopo alcuni minuti, mi “arrivarono” altri O.E. da miscelare con quello che stavo usando in quel momento. Non sapevo se era la mia mente o se era qualcosa di diverso che mi aveva portato quelle informazioni, la mia rigidità mi stava impedendo di accogliere quella canalizzazione … Già, quelle stesse rigidità contro cui ho lottato anche quando dovevo decidere il tema di questa tesina …

Quello che avevo canalizzato in quell’occasione era il mix che poi divenne l’olio essenziale dell’associazione Reiki.
Non conoscevo granché degli O.E. e quello fu lo stimolo per iniziare ad informarmi, a leggere, a studiare. Nella modalità della canalizzazione, gli O.E. ci “vengono dati”, non siamo noi a sceglierli, ma poi è interessante verificare come la loro essenza, la loro anima, la loro vibrazione corrispondano a ciò che veramente ci serve. Dopo quella miscela, ne ho create altre, talvolta richieste per singole persone, talvolta domandate per percorsi specifici dedicati al femminile e alle donne … Ho potuto constatare che ogni volta l’energia universale mi ha portato gli O.E. adatti alla persona o all’evento.

Una cara amica ha grosse difficoltà ad utilizzare la miscela che le ho preparato, contiene O.E. di zenzero, lei già sapeva di dover lavorare sull’affermazione personale (3° chakra) e l’olio che le è arrivato l’aiuterà a lavorare su questo aspetto.

Un giorno preparai un mix per me, limone e arancio, senza essere mossa da una motivazione specifica, solo per una questione di gradimento. In verità io ho sempre amato queste fragranze, fin dall’adolescenza, ma senza conoscerne e ricercarne le ragioni; oggi ne analizzo i motivi. L’O.E. di limone mi aiuta a portare equilibrio al 3° chakra, poca autostima e bisogno di piacere agli altri; mentre l’O.E. di arancio soccorre il mio 2° chakra migliorando la circolazione sanguigna.

Non è rilevante come e perché usiamo essenze o creiamo delle miscele, è interessante verificare come una piccola goccia possa portarci tanto beneficio, agendo direttamente sul nostro corpo fisico oppure mandandoci messaggi attraverso il nostri corpi sottili.

7. Conclusione

Gli O.E. sono l’anima delle piante, del mondo vegetale senza il quale l’uomo non potrebbe vivere. E’ interessante riflettere su questo concetto: la pianta è essenziale per la vita del mondo animale e non viceversa. Noi esseri umani dell’età moderna abbiamo dimenticato la nostra natura, le nostre origini e le nostre radici, ma spesso basta un profumo per fare riaffiorare in noi un ricordo o una sensazione.

In casa utilizzo da tanti anni candele profumate alla vaniglia; arrivare a casa e annusare quel profumo mi faceva sentire un più “a casa”, più “accolta”; ora comprendo il senso di quel sentirsi a proprio agio e del motivo per cui mi piaceva utilizzarla lì: la vaniglia guida nella riscoperta del piacere per le piccole cose, per la vita di tutti i giorni, per l’insieme dei riti quotidiani che compongono la vita. Ora preferisco utilizzare gli O.E. per profumare, ma soprattutto per portare nell’ambiente le vibrazioni di cui ho bisogno in un dato momento. Ho usato essenza di vaniglia quando ho iniziato a scrivere questa tesina, ma quando sono arrivata a trattare le energie sottili ho sentito la necessità di mettere nel mio diffusore a freddo alcune gocce di O.E. di limone e poi di arancio. Ora che sono giunta alla parte conclusiva sento il desiderio di una fragranza più calda e speziata che abbracci tutto il lavoro fin qui svolto.
Questo è stato l’inizio di un bel viaggio, la prima tappa; sono felice e ringrazio chi mi ha spronato a farlo.

8. Bibliografia

Fortuna L., Aromaterapia per l’anima (2005)
Tittarelli R., Aromaterapia Olistica (2011)
Tisserand R., Manuale di Aromaterapia (seconda dizione 2003)
Cavalieri R., Il naso intelligente. Che cosa ci dicono gli odori (2009)
Mosconi S. e Tiwary N., Corso di Chakraterapia (2013) www.rescogitans.it – www.scienzenoetiche.it – www.yogafacile.it

Nota

Questa pagina di approfondimento è tratta dalla tesina che Manuela del Consiglio Direttivo ha scritto per l’esame conclusivo del Corso Biennale di Operatore Olistico della Scuola Samudra di Bellaria (RN)

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